I vaneggiamenti tendenziosi della SECO – UDC

L’UDC Ticino ha preso atto del rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone, rispettivamente del comunicato della Segreteria di Stato all’economia (SECO) inerente alla libera circolazione. L’inevitabile impressione che se ne trae, è che questo organo adatti il pollo di Trilussa non ai fini di un’onesta valutazione della situazione, bensì alla volontà della SECO, rispettivamente delle autorità federali, di voler presentare a tutti i costi come positiva una libera circolazione delle persone che positiva non è. Un piccolo esempio. A pagina 61 del rapporto dell’Osservatorio (in francese), al capitolo “Differenze regionali concernenti lo scarto salariale fra i lavoratori frontalieri e la popolazione residente” si legge: “È nel canton Ticino che lo scarto assoluto è, di gran lunga, il più importante, con il -25,6% (l’impressione è che sia ben maggiore, ma così dice il rapporto). Senonché, a pagina 62, si corregge il tiro: “Facendo astrazione dell’influenza di questi fattori (che la nota in calce definisce: età, età2, anzianità nell’azienda, anzianità nell’azienda2; le variabili mute per 5 scale di posizione professionale, sesso, 45 settori economici, 9 diplomi di formazione, 7 grandi regioni e 4 tipi di permesso di soggiorno) sugli scarti salariali tramite un’analisi di regressione, si trovano differenze che vanno da +1,2% nella regione tedesca a -6,5% nel canton Ticino”. E la SECO ha fatto naturalmente suo il valore in tal modo modificato che, sarà anche giusto dal punto di vista matematico – non siamo in grado né ci prendiamo il disturbo di farlo – ma che si scontra totalmente con la realtà sotto gli occhi di tutti.

Tradotto in linguaggio comprensibile: applicando delle correzioni giustificate con paroloni indecifrabili, possiamo dimostrare che il pollo di Trilussa non esiste, in realtà è un passero, insignificante dal punto di vista del valore alimentare.
Da qui la ridicola affermazione secondo cui in Ticino la differenza salariale media fra frontalieri e residenti sarebbe solo del -6,5%. Se così fosse, la SECO dovrebbe prendersi la briga di spiegare come mai, dai poco più di 30’000 frontalieri del 2002, data di entrata in vigore della libera circolazione, siamo passati agli oltre 62’500 del primo trimestre 2016. Per una minima differenza di salario media del -6,5%?
L’UDC Ticino dice BASTA con questo continuo fumo negli occhi, volto soltanto a contrastare l’applicazione dell’articolo costituzionale sulla gestione dell’immigrazione, approvato da popolo e cantoni il 9 febbraio 2014. E dice al Ticino, non lasciamoci ingannare dalle oscure manovre di un establishment interessato solo alla possibilità di assumere personale a buon mercato: il 25 settembre votiamo SÌ all’iniziativa “Prima i nostri!” e diamo finalmente maggiori opportunità di impiego ai ticinesi introducendo la clausola di preferenza indigena.

UDC Ticino