Sabotatori all’opera – M. Chiesa

Nessuna sorpresa. I cattivi perdenti del 9 febbraio 2014, tra cui anche il Presidente uscente del PLRT Rocco Cattaneo, hanno acceso la macchina del fango sull’iniziativa popolare costituzionale “Prima i nostri”. Per i partiti storici è chiaro che dopo la bocciatura dell’adesione allo spazio economico europeo nel 1992, l’approvazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, un’eventuale accettazione della modifica della Costituzione cantonale ticinese nel senso che noi auspichiamo, potrebbe rappresentare un colpo difficilmente digeribile, quasi fatale. E allora si tenta di scomodare Professori universitari zurighesi pagati dal nostro Cantone su mandato del Consiglio di Stato per accertare l’irricevibilità dell’iniziativa, rimanendo tuttavia con un pugno di mosche in mano. Perché l’iniziativa, secondo il parere dell’esperto, è ricevibile, valida e rispettosa del principio dell’unità della forma e della materia. Andato a vuoto questo colpo, non rimaneva dunque ai detrattori dell’UDC che puntare sulle difficoltà di attuazione e sulla strategia del confondere le carte in tavole, magari presentando un controprogetto che, quello sì, almeno secondo voi permetterebbe di realizzare le nostre proposte. “Prima i nostri” chiede la reintroduzione della clausola della preferenza indigena, conformemente a quanto affermato nell’articolo 121a della Costituzione federale,  una vera reciprocità negli scambi, un’incisiva lotta al dumping salariale e alla sostituzione della manodopera. Il controprogetto è una pallida controfigura di quanto chiediamo a chiare lettere con “Prima i nostri”, è come un miagolio della tigre. D’altro canto mi è difficile credere che chi era contrario ad uno stop all’immigrazione di massa abbia oggi la volontà politica e la ricetta per applicarlo meglio di chi da tempo combatte per questi ideali. Infatti imprenditori, politici, e presidenti di partito come Rocco Cattaneo di iniziative per favorire il personale ticinese non ne hanno partorita nemmeno una. Il vuoto pneumatico. Ora ci vorreste insegnare, tu con il tuo seguito, qual è il metodo migliore per farlo. Mi pare una barzelletta… che non fa ridere né me né tutti i ticinesi che vogliono delle risposte concrete per risolvere i loro problemi. Caro Rocco vuoi veramente sapere se abbiamo un problema coi bilaterali? Si è così, in particolare, non cadrai certo dal fico, con la libera circolazione delle persone che è stata pesantemente messa in discussione il 9 febbraio 2014. Che poi tutto il castello europeo al quale volevate farci aderire è in crisi sono certo ne sarai pienamente cosciente. Ammiro il popolo della Gran Bretagna che ha avuto il coraggio di votare il Brexit. Un coraggio che anche noi svizzeri dovremmo dimostrare nel dossier della libera circolazione. Ma questa è musica del futuro. Oggi siamo chiamati ad attuare il 121a della Costituzione federale e mi auguro, il prossimo 25 settembre, i principi di “Prima i nostri”. Per me i nostri padri di famiglia e i nostri ragazzi ticinesi in cerca del primo impiego devono godere della preferenza sul mercato del lavoro rispetto a lavoratori esteri. E non devono essere sfruttati da imprenditori senza scrupoli pronti a sostituirli con impiegati d’oltreconfine a metà costo. Caro Rocco, qui ci occupiamo di volontà politica e non di tecnica giuridica alla quale ti aggrappi per denigrare le iniziative altrui a te sgradite, perché la politica è l’arte del possibile. Basta volerlo sinceramente e non fare finta di essere interessati a cambiare qualcosa, sperando che nulla cambi davvero.

 Marco Chiesa, Consigliere nazionale UDC