Sindacati-Frontalieri, padron comanda, cavallo trotta! – A. Bühler

Fabrizio Sirica dovrebbe aggiornarsi non solo in merito a cosa chiede l’iniziativa, ma anche ciò che accade nel nostro Cantone. I Ticinesi hanno, infatti, approvato l’iniziativa popolare “Salviamo il lavoro in Ticino” che imporrà dei minimi salariali settoriali che, notizia di qualche giorno fa, si avvia verso la legge d’applicazione. Non solo, “Prima i Nostri” prevede un divieto costituzionale di attuare dumping salariale, che permetterà di evitare che dei datori di lavoro speculatori aggirino il principio della preferenza indigena. Le problematiche attinenti al mercato del lavoro e all’impossibilità di una buona parte dei ticinesi di trovare un impiego, non possono esser risolte solo con i minimi salariali. Anzi, a causa della preferenza frontaliera che dilaga in Ticino, spesso conseguenza del fatto che ci siano lavoratori d’oltreconfine che occupano posti dirigenziali, rischiamo di verificare una maggior pressione di lavoratori lombardi pronti a offrirsi sul nostro mercato del lavoro. La preferenza indigena, invece, fissa dei paletti ben precisi da cui il datore di lavoro non può derogare, nessun datore di lavoro! A loro verrebbe imposto di assumere residenti qualora vi fossero dei profili disponibili per un impiego vacante. Il giovane sindacalista dovrebbe farsi un giro nel settore terziario, dove la maggior parte degli impieghi creati nell’ultimo decennio sono stati occupati da frontalieri, nel settore del commercio al dettaglio, ad esempio, dove vigono CCL e un CNL la preferenza frontaliera la fa ancora da padrone. Una dimostrazione di quanto sia inutile introdurre un salario minimo senza imporre che i primi beneficiari dei posti di lavoro disponibili siano ticinesi. Comprendo che per coloro che hanno costruito la loro recente fortuna sul frontalierato, sia difficile appoggiare una proposta simile. Padron comanda, caval trotta! E qui il denaro delle tessere sindacali dei frontalieri pesa di più degli interessi dei ticinesi.

Alain Bühler, Vicepresidente UDC Ticino

In risposta all’opinione di Fabrizio Sirica apparso su Tio.ch