Piero Marchesi – #PrimaiNostri, meglio l’originale o il controprogetto?

Annunci di ricerca di personale esclusiva­mente frontaliero, ar­chitetti italiani pagati 1’200 franchi al me­se, padroncini lom­bardi e piemontesi che invadono il Ti­cino, ticinesi che vengono sistemati­camente licenziati per far posto a lavoratori frontalieri che possono per­mettersi di percepire la metà del sala­rio di un residente, sono solo la punta dell’iceberg del malandazzo nel mondo del lavoro. In Ticino ab­biamo buoni imprenditori che hanno un occhio di riguardo per i ticinesi, abbiamo però anche un’economia d’importazione malsana che ha creato una situazione disastrosa, che di fatto emargina i ticinesi prefe­rendo i frontalieri. Prima i Nostri, con la clausola di preferenza indi­gena, vuole fornire maggiori oppor­tunità d’impiego ai ticinesi, dimi­nuendo i cittadini in disoccupazione e assistenza e creando un’economia più sana e responsabile. Come in oc­casione della votazione del 9 feb­braio 2014, i partiti di centro, con la sinistra, combattono ogni misura in favore dei ticinesi e lo fanno anche in questa occasione, presentando un controprogetto che, qualora venisse approvato, non produrrebbe alcun beneficio. Per i lavoratori residenti, artigiani e aziende ticinesi, il 25 set­tembre un SI a Prima i Nostri.

Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino