Se nel 1291 avessimo tenuto l’atteggiamento servile di oggi, il nostro Paese non avrebbe neppure visto la luce

La proposta della Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale fa quanto mai discutere: in diversi politici ticinesi parlano di passi avanti per la gestione dei frontalieri, ma in realtà il testo dice solamente che i Cantoni possono proporre misure, su cui però l’ultima parola l’ha il comitato misto, come ha verificato Ticino Libero (al di là dei contrasti politici). Il Comitato misto è un gremio dove siedono rappresentanti svizzeri ed europei. Marco Chiesa, Consigliere Nazionale dell’UDC, da noi interpellato, non vuole scatenare inutili polemiche ma chiarire alcuni punti, analizzandoli.

«Prendiamo il primo articolo, quello dove si dice che il Consiglio Federale può obbligare le aziende ad annunciare alle URC i posti vacanti. Un conto è essere obbligati a cercare prima lavoratori indigeni, dunque applicando la preferenza indigena, un altro è semplicemente dover notificare i posti. Una formalità inutile se private di conseguenze. E col secondo articolo non va molto meglio: le misure che possono essere prese, se cozzano con la libera circolazione, devono essere avallate dal comitato misto con l’UE. Se desideriamo applicare la preferenza indigena, l’Europa deve permettercelo. Questo è addirittura anticostituzionale, dato che l’articolo 121a afferma che il nostro Paese deve gestire autonomamente l’immigrazione. Mi dispiace poi in particolare il concetto di preferenza indigena, che non è mai applicato da parte nostra, neanche nel caso dei frontalieri».

Peraltro, sottolinea Chiesa, non vi è traccia del modello di Ambühl, il cosiddetto bottom up promosso dalle autorità ticinesi. «Quello su cui poggia il controprogetto di “Prima i nostri” tanto per intenderci. Il controprogetto è totalmente conforme alla proposta Ambühl che la Commissione delle istituzioni politiche non ha neppure preso in considerazione e non ai dettati costituzionali voluti dal Popolo il 9 febbraio. Insomma, la proposta della Commissione è una non soluzione sotto tutti i punti di vista, che ha l’intento di compiacere l’Europa. E la conferma l’abbiamo avuta da Cassis, capogruppo del PLR che ha candidamente confermato l’alleanza con il centrosinistra, PPD incluso, per non applicare il 9 febbraio. Chi parla dunque di sabotatori non lo fa invano».

Chiesa contesta poi quanto postato da Romano, ovvero il fatty che si sia impegnato per inserire le misure relative ai frontalieri. Il testo, citiamo, dice che «i Cantoni possono proporre delle misure correttive al Consiglio Federale nel caso in cui ci siano dei problemi sociali o economici causati dai frontalieri. Il Consiglio Federale decide sulle misure correttive. Nel caso in cui esse non siano conformi all’accordo sulla libera circolazione, deciderà il comitato misto Svizzera-UE». «”Romano fa credere lucciole per lanterne. Dice che se c’è un articolo sui frontalieri è grazie a noi ticinesi… ma quell’articolo non serve a nulla! Nel testo, le soluzioni, di cui ha parlato anche Vitta, non ci sono. E perché non vien detto? Sanno benissimo che ciò che è uscito a Berna mette il vento nelle ali di “Prima i nostri”, perché rende inutile il controprogetto basato sul modello Ambühl». Se passasse con chiarezza il fatto che il modello bottom up non è stato considerato dalla Commissione, che vi è un alleanza, oggi Chiara e dichiarata tra il PLR, il PPD e il PS per affossare l’implementazione del 121a, Chiesa è convinto che cadrebbe la base del controprogetto e metterebbe in seria discussione l’effettiva buona volontà di chi combatte Prima i nostri in Ticino, e a due settimane dalla votazione bisogna assolutamente evitarlo.

In merito a “Prima i nostri”, «è difficile applicarla perché mette in discussione la libera circolazione, accettata a livello svizzero 16 anni fa. Oggi le due conseguenze si fanno viepiù sentire in Svizzera come in tutta Europa, motivo per cui l’iniziativa contro l’immigrazione di massa nel 2014 ha vinto. Da notare poi che il Ticino ha sempre detto no ai Bilaterali e ai relativi allargamenti. É dunque ora di applicare il 9 febbraio senza sudditanza! Le persone in assistenza sono aumentate di 800 unità, in cinque anni abbiamo avuto un’immigrazione netta di 400 mila persone, più di un Canton Ticino, cosa stiamo aspettando? Non è più tempo di nicchiare con l’Europa! Se nel 1291 avessimo tenuto l’atteggiamento servile di oggi, il nostro Paese non avrebbe neppure visto la luce».

Tratto da TicinoLibero