Missiva al presidente del Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli – M. Chiesa

Caro Presidente del Consiglio di Stato Beltraminelli,
Caro Paolo,

la stampa riporta di un Consiglio di Stato talmente convincente che è riuscito persino a far abbassare i toni al Governatore lombardo Roberto Maroni, rassicurandolo che il voto ticinese non avrà alcuna conseguenza diretta.

Ecco, per quel che mi riguarda come iniziativista e consigliere nazionale dell’UDC, se queste rassicurazioni fossero partite da voi non sarei per nulla soddisfatto dell’atteggiamento del Consiglio di Stato.

Il voto svizzero e ticinese deve avere delle conseguenze.
A Berna, in audizione con la preposta commissione del Consiglio agli Stati, la vostra delegazione non ha parlato né di contingenti né di tetti massimi. Voi volete nuovamente puntare su un’applicazione a geometria variabile della preferenza indigena. A volte ci sarà a volte no.
Quella del modello Ambühl, in buona sostanza, che è stato affossato dai ticinesi assieme al controprogetto in data 25 settembre 2016, preferendo un’applicazione conforme all’articolo 121a della Costituzione svizzera e dunque l’iniziativa “Prima i nostri”.

Caro Presidente Paolo Beltraminelli, ti chiedo, in via ufficiale, con questo scritto pubblico di istituire immediatamente un tavolo di lavoro da te condotto. Piero Marchesi e il sottoscritto, come altri colleghi, a nome e per conto del comitato, ci rendiamo immediatamente disponibili a rappresentare gli iniziativisti.

Ti chiediamo di istituirlo già settimana prossima con la facoltà che vi è data quale organo esecutivo del Canton Ticino. Attendiamo dunque la vostra convocazione.
Nulla osta a che vi sia pure una commissione parlamentare istituita dal Gran Consiglio, più in là nel tempo ossia nel mese di novembre, ma noi la riteniamo il posto giusto dove fare della melina mentre al contrario un tavolo dove sediamo insieme, grazie all’assunzione reciproca delle nostre responsabilità per concretizzare questo mandato costituzionale, può essere più efficace e immediatamente concreto.
In attesa di un vostra convocazione, ti saluto cordialmente”.

Marco Chiesa, Consigliere nazionale